mettiamoci movimento


SÌ ALLA CANNABIS TERAPEUTICA

E’ INDECENTE CHE PER UNA QUESTIONE PURAMENTE IDEOLOGICA LEGA E DESTRA COSTRINGANO MIGLIAIA DI MALATI VENETI A RIVOLGERSI AL MERCATO ILLEGALE (O AD ANDARE IN SVIZZERA O OLANDA) PER PROCURARSI LA MARIJUANA A SCOPO TERAPEUTICO

Ho l’orgoglio di aver collaborato alla legge n. 38 del 2012 dal titolo “Disposizioni relative alla erogazione dei medicinali e dei preparati galenici magistrali a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche” (primo firmatario il collega Pietrangelo Pettenò), con la quale il Veneto – assieme a Toscana e Liguria – è stata tra le prime Regioni in Italia a dare attuazione al decreto Turco del 2007 riconoscendo l’utilizzo terapeutico della cannabis nelle cure destinate a lenire la sofferenza e il dolore fisico determinato da alcune patologie che coinvolgono, purtroppo, migliaia di pazienti. Ma – come emerge da un’inchiesta comparsa oggi su un quotidiano locale – ho anche la frustrazione di aver concorso all’elaborazione di una legge, la cui successiva applicazione ha completamente disatteso e mortificato la sua ratio, rendendola, di fatto, inutile.

Infatti, i decreti attuativi prevedono la rimborsabilità esclusivamente “per gli spasmi da lesione del midollo, solo dopo aver provato tutti gli altri possibili farmaci, e solo su prescrizione di specialisti neurologi identificati” lasciando fuori, in questo modo, tutti i malati (e sono la stragrande maggioranza) con dolore neuropatico, con nausea e vomito da chemioterapia, con AIDS, con fibromialgia, con epilessia farmaco-resistente, e con tutte quelle patologie che potenzialmente possono rispondere ai cannabinoidi. Si tratta di una decisione assurda che di fatto tradisce lo spirito con cui era stata approvata all’unanimità questa legge e che costringe coloro che hanno questo genere di patologie (che provocano indicibili sofferenze) a rivolgersi al mercato illegale o ad andare all’estero pur di procurarsi la materia prima, ossia la cannabis.

Ma la cosa che mi fa indignare di più in tutto questo è che la decisione di rendere inaccessibili i farmaci e cure a base di cannabinoidi non avviene assolutamente su basi scientifiche, bensì puramente ideologiche. Parliamoci chiaro: siamo una Regione in cui i pregiudizi ideologici della Lega e della Destra valgono molto di più dei diritti dei malati, condannando questi ultimi a sofferenze che in altre Regioni italiane sono loro risparmiate (per esempio la Toscana non solo permette la rimborsabilità dei farmaci derivati dalla cannabis, ma non prevede limiti né sul tipo di patologie, né sulle specializzazioni dei medici che prescrivono tali farmaci).

E’ giunta l’ora che il Veneto metta da parte i pregiudizi e l’ottusità di chi lo ha governato negli ultimi 20 anni e inizi a fare quello che fanno le altre Regioni, vale a dire: stia dalla parte dei malati!

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Piero Ruzzante

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