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NO AL CENTRO COMMERCIALE DI MONSELICE

Non posso che esprimere assoluta contrarietà al progetto dell’amministrazione comunale di Monselice di realizzare un nuovo centro commerciale (a poche centinaia di metri da un altro già presente, peraltro) e contemporaneamente dire che su questa questione sto totalmente dalla parte dei piccoli commercianti e delle categorie economiche che li rappresentano.

Lo voglio dire forte: basta centri commerciali! Il Veneto è già l’area in Europa con la maggior concentrazione di centri commerciali: 320 metri quadri ogni 1000 abitanti sono destinati alla grande distribuzione, in provincia di Padova, diventano addirittura 420 mq. Le organizzazioni commerciali europee hanno calcolato che il punto di saturazione, oltre il quale la disparità tra grande distribuzione e commercio di prossimità (i negozietti di paese o di quartiere, per intenderci) genera effetti sociali negativi, è di 150 mq. Significa che in Veneto quella soglia è stata doppiata, in Provincia di Padova triplicata, che tradotto vuol dire che in decine e decine di paesi non esistono più negozi, bar, piccole attività commerciali. Veri e propri deserti sociali.

Continuare a consumare territorio per fare centri commerciali è come continuare a spremere un limone già arci spremuto, altro che “incentivare la promozione dello sviluppo territoriale e la crescita economica del territorio” come dice il sindaco del Comune di Monselice! E’ esattamente il contrario, significa impoverire il territorio: dal punto di vista sociale, da quello occupazionale (visto che ogni impiegato della grande distribuzione toglie quattro impiegati nel commercio di prossimità) e soprattutto da quello prettamente economico dato che con la grande distribuzione la ricchezza si concentra nelle mani di pochi e si allargano le distanze tra i pochi ricchi e i tanti poveri.

Il sindaco Lunghi ritiri questo assurdo progetto e non mischi, anche lui, il suo nome a quello di tanti sindaci e amministratori (a partire da Zaia che ha dato il via libera a VenetoCity) che in barba ad ogni logica e razionalità hanno disseminato, in questi anni, i nostri territori di inutili e numerosi centri commerciali che con la crisi della grande distribuzione sono solo destinati a creare disoccupazione e impoverimento.

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Piero Ruzzante

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