mettiamoci movimento


LA MAGISTRATURA FACCIA IL SUO MESTIERE, MA DAL QUADRO CHE EMERGE APPARE CHIARO L’ESISTENZA DI UN SISTEMA: I SINDACI LUCA CLAUDIO E MASSIMO BORDIN NE TRAGGANO LE CONSEGUENZE E SI DIMETTANO

Come sempre, quando si verificano casi giudiziari che travolgono dirigenti politici e amministratori, è bene mantenere un atteggiamento prudente e lasciare che i magistrati facciano il loro mestiere, però su quanto successo ad Abano e Montegrotto appare chiara, da quanto sta emergendo dai contorni dell’inchiesta che ha portato all’arresto di un assessore e a cinque indagati (tra cui i due sindaci), l’esistenza (almeno più che decennale) di un sistema che prevedeva il pagamento di una tangente di circa il 10% su ogni appalto gestito dai due comuni. Questioni che più volte l’On. Vanessa Camani ad Abano e Luca Fanton, Segretario del circolo PD di Montegrotto, con Antonio Voltolina hanno pubblicamente denunciato.

Alla luce di tutto ciò e data l’enormità dello scandalo credo quindi che le dimissioni dei due sindaci, Luca Claudio e Massimo Bordin, non debbano attendere un giorno di più e anzi avrebbero dovuto già essere state date. Troppe le circostanze che lo richiedono a partire, dalle accuse dirette (e all’apparenza, molto circostanziate) da parte di uno degli imprenditori indagati che compaiono nella stampa stamane, senza considerare che quanto esploso due giorni fa è solo l’ultimo di una serie di episodi inquietanti (ricordiamo poco tempo fa l’avviso di garanzia all’assessore al turismo di Abano, anche lui accusato di chiedere tangenti per l’assegnazione degli spazi nei mercatini) che ci inducono a ritenere non più rinviabile un loro allontanamento dai rispettivi ruoli.

Al di là dei loro destini personali, resta la necessità di azzerare tutto e ridare la parola ai cittadini affinché possano scegliersi qualcuno in grado di gestire la cosa pubblica al riparo da ogni sospetto e con il principale compito di fare della sana pulizia. Visto quanto successo, sarà la prima cosa da fare e mi pare evidente che né Claudio, né Bordin abbiano più la credibilità necessaria per portare avanti questo indispensabile lavoro.

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Piero Ruzzante

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