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NO AL CENTRO COMMERCIALE DEL BORGOMAGNO

Desidero esprimere la mia netta contrarietà al progetto prospettato dal sindaco Bitonci di costruire l’ennesimo mega centro commerciale nell’area dell’ansa Borgomagno, cogliendo l’occasione per comunicargli che farò tutto ciò che è nelle mie possibilità per contrastare questa malsana idea.

È sotto gli occhi di tutti, siamo pieni zeppi di centri commerciali. In questi ultimi 20 anni ne sono spuntati a decine e decine, come funghi. Il Veneto è l’area in Europa con la maggior concentrazione di centri commerciali. Nella nostra Regione, ogni 1000 abitanti, 320 metri quadri sono destinati alla grande distribuzione, in provincia di Padova, addirittura 420 mq. Le organizzazioni commerciali europee hanno calcolato che il punto di saturazione, oltre il quale la grande distribuzione genera effetti sociali negativi, è di 150 mq. Significa che in Veneto quella soglia è stata più che doppiata, in Provincia di Padova triplicata, significa la presenza di decine e decine di paesi dove non esistono più negozi, bar, piccole attività commerciali. Veri e propri deserti sociali.

Nonostante questo, amministratori come Bitonci, continuano a svendere fette del proprio territorio alla grande distribuzione. Altri, come ad esempio Flavio Zanonato, proprio in virtù di quanto finora detto, avevano saggiamente posto un freno alla nascita di nuovi centri commerciali nella nostra città, decidendo di destinare all’uso commerciale proprio le aree pubbliche, con lo scopo, visto il controllo che ne esercitava, di impedire che ne sorgessero di nuovi. Che infatti, non a caso, sono iniziati a spuntare nei comuni intorno a Padova, (pensate al via libera dato a Veneto City da parte della giunta Zaia) anche se, con l’impegno di tanti cittadini, compreso il mio, qualche volta si è riusciti a mettere i bastoni tra le ruote alla nascita di altri, come quelli previsti a Limena o a Due Carrare.

Bitonci, invece, facendo lo scambio con l’area di Padova Ovest – dove ha in progetto di fare l’ospedale – aggirerà tutto questo, con tanti saluti alle proprie promesse elettorali in difesa dei piccoli commercianti e creando danni alla città sia in termini occupazionali (ogni assunto nella grande distribuzione, ne porta via 4 nel piccolo commercio) che nella sua tanto sbandierata sicurezza, visto che spariranno tanti piccoli negozi che sono dei veri e propri presidi nei nostri quartieri, con grave danno a tutti quegli anziani che vivono soli (e gli indicatori demografici ci dicono che sono e saranno sempre di più) e che al centro commerciale preferiscono il vecchio negozio sotto casa. E infine, un danno alla giustizia sociale: la grande distribuzione concentra la ricchezza nelle mani di pochi, al contrario del piccolo commercio al dettaglio, ossia allarga le distanze tra i pochi ricchi e i tanti poveri. In fondo, l’unico vero progetto politico perseguito – e purtroppo realizzato – da Bitonci, Zaia e la Lega, da Bossi a Salvini, in questi ultimi 20 anni.

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Piero Ruzzante

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